Gli strumenti musicali antichi sono oggetti di grande valore sia come manufatti storici sia come strumenti normalmente suonati. Questa duplice natura, capolavori del patrimonio umano e oggetti complessi destinati a essere utilizzati per secoli, rende la loro conservazione un compito molto impegnativo. Grande attenzione è rivolta ai materiali: il legno è un materiale facilmente degradabile e i processi di degrado influenzano le proprietà estetiche, funzionali e acustiche. Vale la pena notare che la maggior parte dei violini storici conservati nei musei o ancora suonati da musicisti famosi, ha subito diversi tipi di degrado e usura dovuti a secoli di utilizzo. Il progetto AMATI VI(H)OLIN, una ricerca finanziata da Next GenerationEU, fornisce la dimostrazione di un nuovo approccio integrato per l’analisi superficiale, subsuperficiale e di massa dei violini. Viene presentata una “suite” di prove non distruttive basate su tecniche fisiche senza contatto e a pieno campo per la misurazione di violini in situ, tra cui tecniche di interferometria laser (shearografia, olografia, speckle imaging) abbinate a strumenti diagnostici consolidati (scansione 3D, termografia, profilometria laser). Inoltre, è stata realizzata una serie di modelli controllati di violini storici come base di partenza per testare le proprietà dei materiali e le variazioni superficiali. L’approccio olistico è dimostrato su un autentico strumento antico.

Il Consorzio del Progetto AMATI
CNR-ISASI
Team: Melania Paturzo (PI), Vito Pagliarulo, Chiara Saltarelli
UNIVR
Team: Claudia Daffara (Co-PI), Sara Mazzocato, Dimitru Scutelnic

